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Mammografia: quando, come e perché

Mammografia: quando, come e perché - SIMG Trapani
Si può valutare e quantizzare il rischio di neoplasia della mammella ? Come fare.

Mammografia: quando, come e perché

I fattori di rischio
La popolazione target
La mammografia

I fattori di rischio
I metodi per quantificare il rischio individuale di sviluppare un tumore al seno si sono modificati in questi ultimi anni. Le precedenti metodologie di analisi del rischio erano generiche e basate soprattutto su fattori epidemiologici; oggi invece possibile fare una valutazione personalizzata basata sulla anamnesi famigliare e sulle caratteristiche specifiche dell'individuo. Il Medico di Medicina Generale, per competenza specifica e per le caratteristiche della sua attività professionale, in una posizione estremamente favorevole sia per l'acquisizione delle informazioni sia per la loro elaborazione iniziale mediante software dedicati implementati su normale PC. Per la valutazione quantitativa del rischio individuale sono disponibili vari modelli. Attualmente il più comunemente usato è il modello di Gail, che considera complessivamente sei fattori di rischio (genetici, riproduttivi e clinici) e li utilizza per calcolare la probabilità assoluta di contrarre la malattia in donne di età di 35-75 anni che si sottopongono a mammografia annuale. A questi vanno aggiunti altri fattori di rischio come l'ormono-terapia sostitutiva nelle donne in età post-menopausale, che aumenta in modo significativo il profilo di rischio individuale.

La popolazione target
Nelle donne di età compresa tra i 50 e i 69 anni è dimostrato che nella popolazione che si sottopone a screening la riduzione di mortalità per tumore varia tra il 16 e il 32%. Più incerti sono i risultati del test mammografico (Breast Cancer®, PDQ Effect of Screening on Breast Cancer Mortality) nelle donne tra i 40 e 59 anni dove appare ragionevole una stima individuale che considera dati relativi alla storia familiare e ad altre caratteristiche individuali, con conseguente definizione dell'attuazione dell'esame e del tempo di intervallo del successivo controllo.

La mammografia
La mammografia rappresenta lo standard diagnostico utilizzato nello screening e nell'attività clinica, ha differenti obiettivi se viene utilizzata in screening istituzionali rispetto ad interventi opportunistici attivati dal Medico nella sua attività di monitoraggio dello stato di salute delle persone. Nel primo caso si pone come obiettivo primario la riduzione della mortalità per il tumore della popolazione presa in esame. Nel secondo caso la priorità è rappresentata dalla miglior scelta per il singolo individuo.

Mammografia di screening
Intervento istituzionale (in Italia attivo in modo disomogeneo), con invito a tutta la popolazione femminile target (50 69 anni), che prevede l'esecuzione di una mammografia in 2 proiezioni senza visita senologica. L'esame valutato separatamente e in modo indipendente da due radiologi esperti. Il risultato viene comunicato alla donna dalla struttura organizzatrice dello screening che provvederà anche al suo richiamo periodico o al passaggio ad esami di secondo livello in caso dubbio o positivo. Purtroppo la percentuale di donne che si sottopone ai controlli estremamente variabile (5 - 60%).
Lo screening offre il vantaggio degli automatismi di invito e richiamo estesi a tutta la popolazione individuata preliminarmente. La mancanza di un contatto diretto con il medico radiologo al momento dell'esecuzione della mammografia e dell'esame senologico vengono falsamente percepiti dalla donna come fattori che riducono la qualità e le capacità diagnostiche della mammografia.

Mammografia clinica
L'esame viene effettuato a seguito di un intervento opportunistico di prevenzione o per un problema clinico su indicazione del medico curante o dello specialista (ginecologo, chirurgo senologo), con possibilità di proiezioni aggiuntive a quelle standard. La valutazione radiologica è integrata alla rivalutazione clinica con referto mammografico ed eventuale indicazione sui successivi controlli o approfondimenti diagnostici.
I problemi inerenti alla mammografia clinica correlata ad intervento opportunistico di prevenzione sono la copertura irregolare della popolazione a rischio e un'estrema variabilità negli intervalli fra i controlli, che in molti casi rende impossibile la diagnosi precoce.
Una maggiore attitudine dei MMG ad attuare strategie opportunistiche potrebbe migliorare la diffusione dell'esame, sfruttando le modalità di accesso allo studio che è frequentato nell'arco di un anno mediamente da circa 80% di tutti gli assistiti, in particolare nelle donne di età compresa tra i 45 e i 69 anni che possono eseguire una mammografia biennale a totale carico del SSN secondo la Legislazione vigente in materia di prevenzione oncologica.
Oggi una donna si può trovare a scegliere tra Mammografia clinica, Mammografia di screening, Mammografie consigliate nell'ambito di attività di diagnosi prococe (es. Lega Italiana Tumori). La comprensione delle finalità di questo esame nei vari contesti può avvenire attraverso la verifica delle proposte con il MMG, che può orientare la donna ad una scelta consapevole, integrando gli interventi e razionalizzandoli in modo efficace e utile.

 

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