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A proposito di certificati medici......

Quali sono di competenza del MMG , quali sono soggette ad IVA 22% e quali no.

Alla luce delle recenti comunicazioni della Agenzia delle entrate abbiamo apportato delle modifiche all’elenco delle certificazioni con IVA (22%) e quelle senza IVA.  

Con il decreto sulle liberalizzazioni sono state abolite le tariffe minime, però non sono state introdotte le nuove tariffe (minime e massime), pertanto le tariffe esposte hanno solo valore indicativo.  

Resta inteso che proprio per la mancanza di un tariffario, la tariffa che sarà applicata deve essere comunicata all’assistito prima della prestazione.

A tutti i MMG  

Alla luce delle recenti comunicazioni della Agenzia delle entrate abbiamo apportato delle modifiche all’elenco delle certificazioni con IVA (22%) e quelle senza IVA.  

Con il decreto sulle liberalizzazioni sono state abolite le tariffe minime, però non sono state introdotte le nuove tariffe (minime e massime), pertanto le tariffe esposte hanno solo valore indicativo.  

Resta inteso che proprio per la mancanza di un tariffario, la tariffa che sarà applicata deve essere comunicata all’assistito prima della prestazione

 

 

ANNO 2016

 

ELENCO DELLE CERTIFICAZIONI A PAGAMENTO (2)

 

CERTIFICATO DI INABILITA' TEMPORANEA PER MANCATA COMPARIZIONE DISPOSTA

DALL’AUTORITA' GIUDIZIARIA O PER LE AGENZIE DI VIAGGIO                   € 50,00 + IVA

 

CERTIFICATO TELEMATICO PER L’INVALIDITA' CIVILE O INPS (modello SS3)                      € 50,00 + IVA

 

CERTIFICATO TELEMATICO PER LE CURE TERMALI INPS                                                 € 50,00 + IVA

 

CERTIFICATO DI INABILITA' PER DELEGA A RISCUOTERE LA PENSIONE                            € 30,00 + IVA

 

CERTIFICATO PER IL RILASCIO DEL CONTRASSEGNO INVALIDI                                                    € 40,00 + IVA

 

CERTIFICATI DIVERSI PER USO PRIVATO (1)                                                                  € 40,00 + IVA

 

CERTIFICATO ANAMNESTICO PER PORTO D'ARMI O PATENTE DI GUIDA                                € 50,00

 

CERTIFICATO PER ASSICURAZIONI PRIVATE                                                                  € 50,00

 

CERTIFICAZIONE I.N.A.I.L. (CARTACEA O TELEMATICA)                                                   € 30,00

RELAZIONE PER L'AMMISSIONE IN CASE DI RIPOSO O SIMILI                                                             € 50,00

 

CERTIFICATO DI BUONA SALUTE PER L’ASSUNZIONE DEL PERSONALE SCOLASTICO       € 50,00

 

CERTIFICATO DI BUONA SALUTE PER LO SVOLGIMENTO DEL SERVIZIO CIVILE                   € 30,00

 

CERTIFICATO DI BUONA SALUTE PER ATTIVITA' SPORTIVE NON AGONISTICHE                   € 30,00

 

CERTIFICATO DI BUONA SALUTE PER ATTIVITA' LUDICO-MOTORIA                                                          € 30,00

 

CERTIFICATO DI ESONERO ANNUALE DALLE LEZIONI DI EDUCAZIONE FISICA                                € 30,00

 

CERTIFICATO PER SOGG. MARINI/MONTANI O PER VACANZE/SOGG. DI STUDIO                  € 30,00

 

(1)     con applicazione dell’IVA (22%) solo se soddisfano una condizione legale o contrattuale prevista nel processo decisionale altrui o comunque se vengono rilasciati per finalità non connesse con la tutela della salute.

Con il decreto sulle liberalizzazioni sono state abolite le tariffe minime, però non sono state introdotte le nuove tariffe (minime e massime), pertanto le tariffe esposte hanno solo valore indicativo. Resta inteso che proprio per la mancanza di un tariffario, la tariffa che sarà applicata deve essere comunicata all’assistito prima della prestazione

La prescrizione degli IPP nella asp 6 di Palermo

Considerazioni generali

 

Gli Inibitori della Pompa Protonica - IPP (ome, lanso, panto, rabe, eso) hanno incrementato notevolmente l’efficacia del trattamento medico nella MRGE (malattia da reflusso gastroesofageo).

Dosaggi standard per IPP per 4 – 8 sett. diminuiscono i sintomi nel 85-90% dei pazienti.

Gli IPP presentano un ottimo rapporto costo-beneficio in virtù della loro efficacia sia nei pazienti con endoscopia positiva (GERD) che negativa (NERD).

 Diminuiscono la necessità di sottoporsi ad ulteriori visite mediche e procedure diagnostiche durante l’anno. (Gerson LB et al. A Cost-Effectiveness Analysis of prescribing Strategies in the management of GERD. Am J Gastroenterol 2000; 95: 395-407)

 La strategia dominante è: trattamento iniziale di 4-6 settimane seguito da un trattamento prolungato da rivalutare dopo un anno  per la prevenzione delle recidive con il dosaggio minimo efficace definibile utilizzando una strategia di step down.

Al fine della prevenzione può anche essere usata una terapia di mantenimento al bisognoon-demand” strategia con un migliore rapporto costo/efficacia), per quei PPI che lo prevedono in scheda tecnica (esomeprazolo 20, pantoprazolo20, rabeprazolo 10-20

I risultati di costo-efficacia sono fortemente dipendenti dal costo dei farmaci e oggi sono ancora migliorati grazie alla riduzione dei costo dei farmaci sia perché hanno perso il brevetto e lo Stato ha messo un prezzo di riferimento, che recentemente è stato ulteriormente ribassato dalla Regione Siciliana (vedi GURS allegata) .

Se è pur vero che la mission primaria del medico è quella di curare nel miglior modo possibile il proprio paziente, è pur vero che il medico operante a qualsiasi titolo nel SSN deve sempre poter dimostrare in qualsiasi momento il perché delle proprie scelte (anche attraverso la tenuta della cartella clinica aggiornata) e deve saper effettuare sempre scelte che devono risultare appropriate per quel paziente, per quella patologia, in quel preciso momento tenendo presente le indicazioni presenti in scheda tecnica (Prescrivibilità) e le limitazioni introdotte dalle Note (Concedibilità).

 

Fatto salvo quanto sopra esposto, la ASP (dipartimento del farmaco) ha rivisto il limite delle confezioni/anno per le quali non è attivata alcuna procedura di controllo quantitativa in 26 confezioni/anno.

 Per numero di confezioni superiori come si può vedere dai documenti allegati è prevista la possibilità che alcuni pazienti possano essere trattati per periodi diversi con due somministrazioni giornaliere e quindi sommando un numero di confezioni/anno/paziente maggiore di 26 ma in ogni caso minore di 50.

 In questi casi il medico,  se chiamato a giustificare le prescrizioni oltre i 26 pezzi, può argomentare in funzione della patologia del paziente tenendo conto di quanto esposto sul documento allegato “PPI Dipartimento del Farmaco Approfondimenti”.

Un consumo eccedente i 50 pezzi/anno/paziente viene considerato non appropriato e addebitato.  

 N.B. Se vuoi ottenere le SLIDE relative alla governance della MRGE e l'utilizzo degli IPP richiedeli come indicato nella sezione " Come scaricare le slide".

 

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nuove regole 2017 per malattia e visita fiscale

Malattia e visita fiscale: le regole del 2017  

Con l'anno nuovo alle porte, cambiano le regole sulla visita fiscale per i lavoratori che si mettono in malattia.  

Tra le novità introdotte per il 2017, i controlli che scattano il primo giorno di assenza anche per i lavoratori privati e il medico fiscale inviato d'ufficio.  

Per evitare sanzioni severe, ricorda il portale http://www.laleggepertutti.it/135423_se-sono-in-malattia-posso-uscire, la prima cosa da fare quando ci si ammala è avvertire il datore di lavoroIl tempo per farlo è regolato in base al contratto collettivo di lavoro applicato dall'azienda per la quale si lavora.  

Normalmente si deve avvertire prima dell'inizio del turno di lavoro per le aziende che applicano i seguenti contratti collettivi: telecomunicazioni, terziario e commercio, turismo, gomma/plastica, carta, tessile/abbigliamento/confezioni, grafica /editoria, alimentare; entro 2 ore dall'inizio del turno lavorativo per le aziende che applicano il Ccnl Autotrasporto; entro 4 ore dall'inizio del turno lavorativo per le aziende di autotrasporto (relativamente al personale viaggiante e soggetto a turni continui avvicendati), legno/arredamento, chimica, calzature e infine, entro il primo giorno di assenza per le aziende che applicano il Ccnl Metalmeccanica.  

 Nei casi di giustificato e comprovato impedimento non vige l'obbligo di avvertire. Se l'inadempimento non viene giustificato, il datore di lavoro può sanzionare il dipendente, anche se il certificato medico è inviato nei termini.  

Per ottenere il certificato medico, occorre recarsi tempestivamente da proprio medico curante, entro 48 ore (2 giorni) dal verificarsi della patologia. Il medico trasmetterà il certificato di malattia, con la diagnosi, la prognosi e l'indirizzo nel quale il dipendente è reperibile, in via telematica all'Inps e rilascerà una ricevuta col numero di protocollo.  

Se il contratto collettivo o gli accordi con il datore di lavoro lo prevedono, si dovrà inviare il numero di protocollo al datore di lavoro.  

Se il proprio medico curante è assente, è possibile recarsi da un altro medico convenzionato col servizio sanitario nazionale (Ssn) o dalla guardia medica.  

In caso di ricovero, è l'ospedale a dover inviare il certificato medico. Se invece la trasmissione telematica risulta impossibile, è necessario inviare con raccomandata il certificato, entro lo stesso termine di 2 giorni previsto per l'invio telematico.  

Avvertito il datore di lavoro e trasmesso il certificato medico, occorre rendersi reperibile per la visita fiscale. Si tratta di un controllo da parte di un medico fiscale dell'Inps, volto a verificare lo stato di malattia. Le fasce di reperibilità alle quali bisogna attenersi sono:  

dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19, se si è dipendenti del settore privato;  

dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18, se si è dipendente pubblico.  

In determinati casi non si è obbligati a essere reperibili nelle fasce orarie per la visita fiscale.  

Le ipotesi di esonero, in particolare, riguardano:  

  •  ·         il ricovero presso una struttura sanitaria (chi è ricoverato in ospedale non può assolutamente ricevere la visita fiscale, né in loco, né, ovviamente, presso la propria abitazione);  
  •  ·         l'esistenza di una patologia grave che richiede cure salvavita (l'ipotesi riguarda, ad esempio, chi ha gravi patologie cardiache, pazienti con patologie oncologiche, dializzati);  
  •  ·         l'infortunio sul lavoro e la malattia professionale;  
  •  ·         una malattia correlata a un'eventuale invalidità o menomazione del dipendente (sono i casi, in pratica, in cui il malato possiede una percentuale d'invalidità o un handicap, anche non grave).  

Il proprio medico curante, poi, può disporre che il dipendente sia esonerato dalla visita fiscale per particolari motivazioni (ad esempio, nel caso di depressione o cefalea, perché la permanenza in un luogo chiuso ostacola la guarigione), contrassegnando il certificato medico col codice E.  

Se la visita fiscale è stata già effettuata durante il periodo di prognosi della stessa malattia, non può essere effettuato un nuovo controllo medico da parte dell'Inps; in caso di ricaduta, invece, o nel caso in cui il proprio medico prolunghi la prognosi, si può ricevere una nuova visita.  

Al di fuori delle ipotesi di esonero dal controllo medico fiscale, in alcuni casi si può essere comunque giustificato, anche se si risulta assente agli accertamenti domiciliari.  

I casi di assenza giustificata alla visita fiscale riguardano:  

  •  ·         l'effettuazione di una visita medica o la sottoposizione a un accertamento sanitario durante le fasce di reperibilità;  
  •  ·         la sottoposizione a cure mediche durante le fasce di reperibilità (in queste ipotesi, si deve avvertire in anticipo l'amministrazione o il datore di lavoro ed esibire, successivamente, un'attestazione in merito);  
  •  ·         l'assenza per cause di forza maggiore, o per evitare gravi conseguenze per sé o per i propri familiari;  
  •  ·         la visita al di fuori delle fasce di reperibilità.  

A volte possono manifestarsi delle sfortunate coincidenze, come un malfunzionamento del campanello, che fanno risultare assente il dipendente alla visita anche se è rimasto tutto il giorno in casa: la giurisprudenza, però, ritiene la maggior parte di queste situazioni insufficienti a giustificare l'assenza al controllo medico.  

Tra le scuse non valide rientrano:  

  •  ·         il malfunzionamento del campanello o del citofono,  
  •  ·         non aver sentito suonare o bussare,  
  •  ·         la mancanza del cognome del lavoratore nel citofono,  
  •  ·         la variazione di domicilio non comunicata,  
  •  ·         non potersi alzare dal letto,  
  •  ·         essere usciti per commissioni urgenti.  

Nonostante tali scusanti siano serie, prevale il principio per cui il dipendente sia tenuto ad adottare tutti gli accorgimenti possibili per accogliere il medico nelle fasce di reperibilità.  

Si hanno 15 giorni di tempo per giustificare la propria assenza alla visita fiscale: in caso di assenza ingiustificata al controllo domiciliare, la sanzione comporta la perdita del 100% della retribuzione per i primi 10 giorni di malattia, a meno che il lavoratore non sia convocato prima a una seconda visita, che solitamente avviene nell'ambulatorio Asl. In questo caso, se effettivamente il medico verifica il proprio stato di malattia, si può recuperare la retribuzione dal giorno del secondo controllo. In caso di assenza alla seconda convocazione (visita ambulatoriale), invece, si perde il 50% della retribuzione dei giorni restanti; alla terza assenza, si perde tutto.

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responsabilità prescrittiva appropriata....

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