Home » Prevenzione

Prevenzione

AIFA INFORMAZIONI

Nota Informativa Importante su medicinali contenenti fluorochinoloni

Pillole dal Mondo n. 1625

12/04/2019

L’Agenzia Italiana del Farmaco rende disponibili nuove e importanti informazioni di sicurezza in merito ai medicinali contenenti fluorochinoloni (ciprofloxacina - levofloxacina - moxifloxacina - pefloxacina - prulifloxacina - rufloxacina - norfloxacina - lomefloxacina):

  • Sono state segnalate con gli antibiotici chinolonici e fluorochinolonici reazioni avverse  invalidanti, di lunga durata e potenzialmente permanenti, principalmente a carico del sistema muscoloscheletrico e del sistema nervoso.
  • Di conseguenza, sono stati rivalutati i benefici e i rischi di tutti gli antibiotici chinolonici e fluorochinolonici e le loro indicazioni nei paesi dell’UE.
  • I medicinali contenenti cinoxacina, flumechina, acido nalidixico e acido pipemidico verranno ritirati dal commercio.
  • Non prescriva questi medicinali:
    • per il trattamento di infezioni non gravi o autolimitanti (quali faringite, tonsillite e bronchite acuta);
    • per la prevenzione della diarrea del viaggiatore o delle infezioni ricorrenti delle vie urinarie inferiori;
    • per infezioni non batteriche, per esempio la prostatite non batterica (cronica);
    • per le infezioni da lievi a moderate (incluse la cistite non complicata, l’esacerbazione acuta della bronchite cronica e della broncopneumopatia cronica ostruttiva – BPCO, la rinosinusite batterica acuta e l’otite media acuta), a meno che altri antibiotici comunemente raccomandati per queste infezioni siano ritenuti inappropriati ;
    • ai pazienti che in passato abbiano manifestato reazioni avverse gravi ad un antibiotico chinolonico o fluorochinolonico. 
  • Prescriva questi medicinali con particolare prudenza agli anziani, ai pazienti con compromissione renale, ai pazienti sottoposti a trapianto d’organo solido e a quelli trattati contemporaneamente con corticosteroidi, poiché il rischio di tendinite e rottura di tendine indotte dai fluorochinoloni può essere maggiore in questi pazienti. Dev’essere evitato l’uso concomitante di corticosteroidi con fluorochinoloni.
  • Informi i pazienti d’interrompere il trattamento ai primi segni di reazione avversa grave quale tendinite e rottura del tendine, dolore muscolare, debolezza muscolare, dolore articolare, gonfiore articolare, neuropatia periferica ed effetti a carico del sistema nervoso centrale, e di consultare il proprio medico per ulteriori consigli.

Leggi la Nota Informativa Importante

Servono davvero 10mila passi al giorno o ne bastano meno?

Lo si sente da ogni dove: camminare regolarmente produce molti benefici per la salute, tra cui la riduzione del rischio di malattie cardiache, diabete di tipo 2 e depressione. È una pratica che ha tanti grandi vantaggii: è gratuito, può essere praticata ovunque e, per la maggior parte di noi, non è difficile riuscire a inserirla nelle abitudini quotidiane. L’obiettivo identificato perché il camminare sia efficace è di fare almeno 10mila passi algiorno. Ma è davvero questo il numero che serve realmente? Non è detto. Si tratterebbe infatti di una cifra inizialmente divulgata come parte di una campagna di marketing e che è stata oggetto di critiche. Ma potrebbe essere comunque un buon obiettivo per spingere le persone a muoversi di più.

Dove nasce il confine dei 10.000 passi?
Questo obiettivo è stato inizialmente formulato in Giappone nel corso delle Olimpiadi di Tokyo del 1964. Privo di prove concrete a sostegno della sua validità era piuttosto, una strategia di marketing per vendere contapassi. L’idea ha suscitato poco interesse fino alla fine del secolo, quando il concetto è stato rivisitato dai ricercatori australiani con l’obiettivo di promuovere la salute e per incoraggiare le persone ad essere più attive.
Sulla base di prove accumulate, molte linee guida sull'attività fisica raccomandano in tutto il mondo un minimo di 150 minuti ogni settimana di attività fisica di intensità moderata, equivalenti a 30 minuti al giorno per 5 giorni. Una mezz'ora di attività corrisponde a circa 3.000 a 4.000 passi dedicati a un ritmo moderato. In Australia, dove è stato condotta questa analisi, un adulto medio cammina per circa 7.400 passi al giorno. L’aggiunta di altri 3.000 o 4.000 passi accumulati in una camminata dedicata porteranno così all'obiettivo dei 10mila passi.
Si tratta però di un obiettivo che non è raggiungibile da tutti: per esempio gli anziani, chi soffre di una malattia cronica, chi fa un lavoro sedentario camminerà per distanze inferiori. Al contrario i bambini, chi fa una vita o un lavoro attivi sicuramente andranno oltre l’obiettivo dei 10mila passi. Stabilire un limite valido per tutti è valido se ci si attesta su obeittivi limitati, circa 3000-4000 passi al giorno che, grossomodo, equivalgono ai 30 minuti di attività fisica che sono il traguardo ideale.
Gli studi che hanno valutato le ricadute sulla salute della regoalre pratica del cammino sono in prevalenza di tipo trasversale. Ciò significa che presentano un'istantanea e non considerano in che modo il variare del numero dei passi influisce sulla salute dei soggoetti nel tempo. Quindi, piuttosto che concentrarsi sul fatto che un mumero maggiore di passi fa aumentare i benefici si dovrebbe invece valutare che l’essere più sani può portare a camminare di più. 
Ciononostante, la maggior parte degli studi ritiene che camminare un numero elevato di passi sia associato a migliori risultati in termini di salute guadagnata.Del resto non sembrano mancare le conferme: esistono infatti diversi studi hanno mostrato risultati ottimi anche nei partecipanti che facevano meno di 10mila passi. Uno studio australiano, per esempio, ha rilevato che le persone che avevano camminato più di 5.000 passi al giorno presentavano un rischio molto più basso di malattie cardiache e ictus rispetto a quelli che avevano camminato per distanze inferiori. Un altro studio ha rilevato che le donne che facevano 5.000 passi al giorno avevano un rischio significativamente più basso di essere sovrappeso o avere la pressione alta rispetto alle donne sedentarie.
Diversi altri studi, invece, hanno raggiunto conclusioni di segno opposto: tanto più era elevato il numero di passi tanto maggiori erano i benefici per la salute. Uno studio americano del 2010 ha riscontrato una riduzione del 10% nell'insorgenza della sindrome metabolica per ogni aumento di 1.000 passi al giorno. Uno studio australiano del 2015 ha dimostrato che ogni aumento di 1.000 passi al giorno riduce del 6% il rischio di morte prematura per qualsiasi causa e che i soggetti che fanno 10.000 o più passi hanno un rischio inferiore del 46% di morte prematura. Un altro studio australiano del 2017 ha mostrato che più alto era il numero di passi e minore era il tempo trascorso in ospedale. Tutti questi studi quindi depongono per la linea di condotta che più passi fanno e meglio è.

In conclusione...
È importante riconoscere che nessuna linea guida sulla salute pubblica è del tutto appropriata per ogni persona e che i messaggi di promozione della salute sono rivolti alla popolazione in generale.
Detto ciò, non va sottovalutato il potere di un semplice messaggio: 10mila passi è un obiettivo facile da ricordare e da misurare e inoltre è possibile valutare prontamente i progressi fatti. E inoltre l’aumento dei livelli di attività, con l’aumento del numero di passi giornalieri, è utile anche se l’obiettivo dei 10mila passi non è detto sia l'obiettivo giusto per ogni individuo. La cosa più importante è mantenersi il più attivi possibile e sforzarsi di arrivare al traguardo dei 10mila passi giornalieri è solo un modo per farlo.

Bibliografia

  • Dwyer T, et al. Objectively Measured Daily Steps and Subsequent Long Term All-Cause Mortality: The Tasped Prospective Cohort Study. PLOS ONE 2015; 10: e0146202. https://doi.org/10.1371/journal.pone.0146202
  • Ewald BD, et al. Daily step count and the need for hospital care in subsequent years in a community-based sample of older Australians. Med J Aust 2017; 206: 126-130.
  • Inoue S, et al. Step-Defined Physical Activity and Cardiovascular Risk Among Middle-Aged Japanese: The National Health and Nutrition Survey of Japan 2006. J Phys Act Health 2012; 9: 1117-24.
  • Schmidt MD, et al. Cardiometabolic Risk in Younger and Older Adults Across an Index of Ambulatory Activity. Am J Prev Med 2009; 37: 278-284. https://doi.org/10.1016/j.amepre.2009.05.020
  • Sisson SB, et al. Accelerometer-Determined Steps/Day and Metabolic Syndrome. Am J Prev Med 2010; 38: 575-582.